Quaderni di Antropologia e Scienze Umane, II, 2-3

E' uscito il numero doppio II, 2-3 dei "Quaderni di Antropologia e Scienze Umane", la rivista dell'Associazione "La Rete" e del Laboratorio Antropologico del Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell'Università degli Studi di Salerno. Il titolo del numero è "Stati dis-uniti. Italia Spagna Messico". Vi è raccolta parte degli interventi tenuti nel corso del Convegno di Studi "La dis-unità d'Italia (e delle altre nazioni)", svoltosi a Napoli nell'antisala dei Baroni del Maschio Angoino ed articolatosi nei tre incontri dell'11 dicembre 2011 e del 2 marzo e del 14 maggio del 2012, oltre ad alcuni contributi più recenti. Riflessioni aggiornate rispetto a quanto avvenuto nel lasso di tempo che ha separato il Convegno dalla pubblicazione degli atti sono poi contenute nell'Editoriale di presentazione del numero. I saggi ospitati in questo numero dei Quaderni, pur ciascuno da un proprio e peculiare punto di vista, intendono mostrare come il modello giacobino di Stato, accettato da tutti i gruppi dirigenti italiani dopo l'unificazione, non sia stato tanto forte da distruggere le diversità regionali, ma neanche tanto debole da consentire che esse prevalessero al punto da ispirare una trasformazione dell’accentramento amministrativo nel senso di un federalismo democratico. I contributi di prestigiosi studiosi stranieri hanno consentito di allargare il campo d'indagine anche a paesi come la Spagna ed il Messico. Si è ritenuto anche di dover dare parola agli esponenti dei movimenti autonomistici, considerandoli non soltanto oggetto di studio, ma anche soggetti politici capaci di una consapevole autorappresentazione. Crediamo si sia riusciti a mostrare che le antropologie capaci di aperture interdisciplinari possono dare un contributo non trascurabile alla conoscenza dei localismi nell’era della globalizzazione. L’esito più auspicabile dei processi sociali e culturali descritti in questo numero della Rivista potrebbe essere quello di riscrivere la nozione di cittadinanza in funzione dell’uomo "totale”, portatore di valori e bisogni, in sintonia col superamento del modello giacobino di Stato, che astrae la cittadinanza dalla realtà concreta della "persona”.
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